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international symposion

17.11.2006

Festsaal des Rathauses Bozen
Sala di Rappresentanza Comune di Bolzano (Italy)

[DE]
DIE KLINGENDE STADT

Das Symposion “Die klingende Stadt” befasst sich mit den Klängen in der Stadt und mit der Frage wie diese Klänge (angenehme und weniger angenehme) in der Stadtplanung mitbedacht werden können.
Das Symposion richtet sich an ArchitektInnen, StadtplanerInnen, LandschaftsplanerInnen, DesignerInnen, MusikerInnen, KünstlerInnen, PolitikerInnen, Verwaltungen und BürgerInnen.

“Die klingende Stadt” befasst sich mit Fragen zur Rolle des Klangs in der gebauten Umgebung, zur Methodologie des Hörens, zur Klangidentität in der Beziehung zwischen den Räumen und deren Rezeption durch die Bewohner, zu den Bedürfnissen und Wünschen der Bevölkerung, zur Auswertung und kritischen Interpretation der Klangeigenschaften eines Gebiets, und zu Planungskriterien, die den klanglichen Aspekt hervorheben.

[IT]
LA CITTA’ SUONANTE

L’ambiente sonoro rappresenta un aspetto fondamentale dello spazio che ci circonda. In un contesto urbano il suono incide sulla nostra percezione, interpretazione e comprensione dello spazio costruito e del contesto locale.
I suoni del paesaggio forniscono informazioni qualitative sul luogo che viene percorso, condizionando lo svolgimento della vita quotidiana.

In Italia il valore e la qualità di un suono/rumore in un contesto urbano sembra esistere, in ambito architettonico e urbanistico, quasi unicamente attraverso una sua quantificazione tecnica/scientifica (espressa in decibel ed in frequenze) e attraverso una sua regolamentazione normativa.
La realtà urbana è piena di stratificazioni sonore e la loro riduzione a fenomeni inquinanti e nocivi è molto limitativa. Il suono/rumore è un elemento essenziale della nostra percezione dello spazio urbano, del nostro contesto sociale, del nostro senso di identità e di memoria.

In Francia alcuni centri di ricerca (per esempio: CRESSON, LAMU) da diversi anni hanno spostato l’attezione rispetto a questa tematica verso la disciplina del paesaggio sonoro, nata e sviluppatasi in Canada attorno alla metà degli anni ‘70. Il loro obiettivo è quello:

  • di creare una riflessione sulla natura della relazione che intercorre tra l’uomo e l’ambiente sonoro nella concezione spaziale, temporale, sociale e culturale;
  • di studiare le modalità cognitive specifiche sul suono;
  • di inserire la dimensione sonora come elemento costitutivo del progetto architettonico, paesaggistico e della pianificazione urbana;
  • di promuovere la progettazione dello spazio pubblico attraverso il suono;
  • di ricercare i modelli di rappresentazione dell’ambiente sonoro;
  • di sviluppare un processo pedagogico attraverso la pratica analitica dell’ascolto.

Il suono come componente di qualità è tuttora considerato come elemento marginale. La qualità sonora non è sufficientemente riconosciuta e, praticamente, non è quasi mai stata un obiettivo prioritario nei progetti architettonici e in quelli urbanistici. Le soluzioni tecniche e le normative messe a punto per correggere i rumori, spesso si limitano all’attenuazione dell’intensità della fonte sonora o dell’effetto (rumore/suono). Solitamente questi accorgimenti vedono il silenzio come risultato finale e ottimale. La riduzione del suono/rumore al silenzio spesso non si integra con le dimensioni sociali del fenomeno.
Il mondo sonoro rivela la vita urbana, rappresenta e racconta la funzione, l’utilizzo, il significato e la qualità dei luoghi della città. Una migliore conoscenza del suono/rumore, come elemento essenziale dello spazio costruito e dello spazio vissuto, può contribuire a progredire in questo senso.

Partendo da queste considerazioni nasce la proposta de “La città suonante”: un seminario in/formativo di un giorno che si propone di stimolare e di dare rilevanza all’aspetto sonoro nelle pratiche della progettazione urbana e di quella architettonica. L’occasione di introdurre tale approccio poco diffuso in Italia – sia nella pratica di ricerca, che nell’elaborazione di percorsi formativi, che su di un piano di realizzazione concreta – può contribuire a migliorare qualitativamente e in maniera innovativa gli spazi urbani in accordo con i bisogni degli abitanti.
L’architettura sonora, come tutte le discipline architettoniche, è senza dubbio un’opera collettiva che impone l’intervento e la coordinazione da parte di più specialisti (architetti, urbanisti, designer, paesaggisti, ingegneri, artisti, sociologi, geografi, antropologi, imprese, servizi amministrativi, …). Per la multidisciplinarietà della materia e per l’interdipenza dei settori professionali coinvolti, il suono costituisce un campo di azione particolarmente ricco e innovativo.
Per introdurre queste nuove chiavi di lettura nella progettazione dello spazio urbano, diventa essenziale formare e trasferire le conoscenze ai protagonisti di tutti i settori coinvolti:

  • offrendo la possibilità ai professionisti di integrare l’aspetto sonoro con le loro competenze, dato che la qualità sonora, considerata in un’accezione positiva, può apportare nuove soluzioni, diverse da quelle strettamente tecniche o normative, ovvero quelle più consolidate
  • stimolando e creando parallelamente una cultura e una sensibilità comune a tutti/e i/le cittadini/e sul tema. Essi/e, in quanto fruitori/trici degli spazi pubblici, sono coloro su cui si riversano gli effetti della sperimentazione progettuale, ma anche coloro che, grazie alla loro esperienza del “vivere quotidiano” negli spazi pubblici, possono contribuire all’arricchimento e al miglioramento qualitativo del progetto.

Il seminario de “La città suonante” – rivolto agli architetti, agli urbanisti, ai paesaggisti, ai designer, ai cittadini e a quelle entità politiche sensibili ed interessate – si propone di stimolare una riflessione sulle modalità di integrazione dell’aspetto sonoro con la progettazione e la realizzazione degli spazi (pubblici, di transizione e privati) rispondendo a domande riguardanti:

  • l’importanza dell’ascolto dei suoni/rumori nell’ambiente costruito;
  • le modalità di ascolto degli stessi;
  • la relazione che intercorre tra memoria e identità sonora degli spazi con il vissuto degli abitanti;
  • le attenzioni verso i bisogni e le richieste degli individui in quest’ambito;
  • la valorizzazione e l’interpretazione critica delle peculiarità acustiche di un territorio;
  • le considerazioni da farsi per una progettazione che non vuole mettere l’aspetto sonoro in secondo piano.

E’ auspicabile che questo seminario in/formativo, gettando le basi per una cultura sonora degli spazi, comune e comunemente condivisa, possa dar vita in veste sperimentale ad una progettazione architettonica ed urbanistica attraverso il suono.

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[DE]

Kuratorin: Valeria Merlini
Die Realisierung wurde ermöglicht danke am Nationalen Institut für Urbanistik (INU), am Forum Klanglandschaft, an Albert Mayr und Carlotta Polo, an der Stiftung Südtiroler Sparkasse, an der Autonome Provinz Bozen und an der Stiftung der Architekten, Raumpläner, Landschaftspläner, Denkmalpfleger der Autonomen Provinz Bozen, die das Symposion ermöglicht und unterstützt haben.

[IT]

Curatrice: Valeria Merlini
La realizzazione del seminario è stata possibile grazie all’Istituto Nazionale di Urbanistica (INU), al Forum Klanglandschaft (FKL) e grazie alla collaborazione di Albert Mayr e Carlotta Polo.
“La città suonante” è stata supportata dal Comune di Bolzano, dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Bolzano, dalla Provincia autonoma di Bolzano e dalla Fondazione degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia autonoma di Bolzano.

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